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II padre di Eva,
Eugenio Colorni, era un filosofo di valore (si occupò di filosofia della
politica, di epistemologia e filosofia della scienza). Come ho già avuto
occasione di notare, era molto impegnato nella politica attiva; scrisse
sia sui fondamenti ideali sia su quello che si poteva rea-lizzare in
Italia e in quel tempo. Partecipò anche al movimento antifascista
nell'Italia di Mussolini e fu molto attivo nella Resistenza. Fu
imprigionato nel 1938, confinato nell'isola di Ventotene e
successivamente detenuto a Melfi. Riuscì a fuggire e si unì al movimento
clandestino; collaborò alla ricostruzione del Partito socialista
dirigendo 1'«Avanti! » in clandestinità. Fu ucciso dai fascisti verso la
fine di maggio del 1944, pochi giorni prima dell'ingresso degli
americani a Roma.
Eva, allora piccolissima, venne cresciuta dalla madre, Ursula Hirschman
(a sua volta socialista impegnata e internazionalista)
e dal padre acquisito Altiero Spinelli.
Anche Spinelli prese parte alla Resistenza e venne imprigionato per
molti anni, con una lunga segregazione nella stessa isola di Ventotene.
Politicamente Spinelli aveva iniziato col militare attivamente nella
sinistra, particolarmente come membro del Partito comunista d'Italia,
cui aveva aderito nel 1924, a 17 anni, e dal quale venne espulso nel
1937 essenzialmente a causa delle sue inclinazioni democratiche.
Continuò la sua azione antifascista sia dentro che fuori la prigione,
divenendo in seguito uno dei fondatori del Partito d'azione - il
successore del movimento «Giustizia e libertà» - e chiaramente l'ala più
liberale del movimento antifascista. (Anche se Colorni e Spinelli
condividevano la maggior parte delle idee politiche, Colorni si rifiutò
di aderire al Partito d'azione, soprattutto a causa del suo elitarismo e
della sua incapacità di coinvolgere le masse).
Spinelli fu uno dei fondatori del Movimento Federalista Europeo,
scrivendo - con Ernesto Rossi e in collaborazione con Eugenio Colorni -
il Manifesto federalista europeo nel 1941, mentre era ancora
imprigionato a Ventotene, e costituendo ufficialmente il nuovo Movimento
a Milano (ancora una volta con Colorni e altri) il 27 agosto 1943. Il
sorgere di una democrazia partecipata, al livello più esteso possibile,
era parte rilevante del progetto di comunità europea che si sperava di
realizzare.
Come ampiamente riconosciuto, a Spinelli va attribuita una parte di
assoluto rilievo nella paternità intellettuale dell'unione europea. Egli
visse abbastanza per vedere la nascita dell'Europa unita; ne influenzò
l'evoluzione e, per un certo periodo, fu anche commissario della
Comunità europea. Come pioniere teorico dell'unità europea, Spinelli si
preoccupava non solo dei fondamenti ideali, ma anche del concreto
funzionamento. Ad esempio, l'adozione da parte della Comunità del
«principio di sussidiarietà» (attualmente ancora molto discusso) nella
bozza del Trattato per l'Unione del 1984 fu preparata dal parlamento
europeo proprio su iniziativa di Altiero Spinelli, a quell'epoca uno dei
suoi principali esponenti.
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