Inedito redatto per la giornata dedicata a Colorni che si svolgerà a Roma il 18 maggio 2004         

 

Eugenio Colorni

di Leo Solari

 

Filosofo e tra le più luminose personalità della lotta contro il regime fascista e della Resistenza, è stato coautore del "Manifesto per una Europa libera ed unita" (Manifesto di Ventotene) ed uno dei fondatori del Movimento Federalista Europeo. Cadde a Roma nel maggio 1944, alla vigilia della liberazione della Capitale, ferito a morte da una pattuglia di polizia fascista. 

Colorni nacque a Milano nel 1909, da una famiglia ebraica. Iscrittosi alla facoltà di lettere di quella città e divenuto allievo di Martinetti, si laureò nel 1930 con una tesi su Leibniz.

Tra il 1931 ed il 1932, collaborò a varie riviste, con saggi ed interventi su temi filosofici. Nel 1932-33 fu lettore italiano in una università tedesca. Tornando in Italia divenne titolare di una cattedra per l'insegnamento di filosofìa nei licei. 

Nel 1935 entrò a far parte del "Centro interno socialista", organismo di collegamento dei socialisti in Italia, divenendo due anni dopo il responsabile. Arrestato nel 1938 dalla polizia fascista, dopo un primo periodo di detenzione nel carcere di Varese, fu condannato a cinque anni di confino da scontare a Ventotene. 

Appunto a Ventotene partecipò con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi alla elaborazione del Manifesto che porta il nome di quell'isola. Evaso dal confino nel maggio 1943, si trasferì a Roma, ove, poco dopo, provvide alla pubblicazione del Manifesto di Ventotene, scrivendone la prefazione. Ricollegatesi con la dirigenza del partito socialista, si impegnò, dopo 1'8 settembre, nella Resistenza, prodigandosi in più modi, tra l'altro curando la redazione e la pubblicazione della edizione clandestina dell"Avanti", guidando una delle zone dell'organizzazione del partito socialista, svolgendo corsi di formazione politica per giovani socialisti e partecipando ad azioni partigiane ed alla creazione della prima brigata Matteotti.