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Eugenio
Colorni
di Leo Solari
Filosofo e tra le più luminose
personalità della lotta contro il regime fascista e della Resistenza,
è stato coautore del "Manifesto per una Europa libera ed
unita" (Manifesto di Ventotene) ed uno dei fondatori del Movimento
Federalista Europeo. Cadde a Roma nel maggio 1944, alla vigilia della
liberazione della Capitale, ferito a morte da una pattuglia di polizia
fascista.
Colorni nacque a Milano nel 1909, da
una famiglia ebraica. Iscrittosi alla facoltà di lettere di quella città
e divenuto allievo di Martinetti, si laureò nel 1930 con una tesi su
Leibniz.
Tra il 1931 ed il 1932, collaborò a
varie riviste, con saggi ed interventi su temi filosofici. Nel 1932-33
fu lettore italiano in una università tedesca. Tornando in Italia
divenne titolare di una cattedra per l'insegnamento di filosofìa nei
licei.
Nel 1935 entrò a far parte del
"Centro interno socialista", organismo di collegamento dei
socialisti in Italia, divenendo due anni dopo il responsabile. Arrestato
nel 1938 dalla polizia fascista, dopo un primo periodo di detenzione nel
carcere di Varese, fu condannato a cinque anni di confino da scontare a
Ventotene.
Appunto a Ventotene partecipò con
Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi alla elaborazione del Manifesto che
porta il nome di quell'isola. Evaso dal confino nel maggio 1943, si
trasferì a Roma, ove, poco dopo, provvide alla pubblicazione del
Manifesto di Ventotene, scrivendone la prefazione. Ricollegatesi con la
dirigenza del partito socialista, si impegnò, dopo 1'8 settembre, nella
Resistenza, prodigandosi in più modi, tra l'altro curando la redazione
e la pubblicazione della edizione clandestina dell"Avanti",
guidando una delle zone dell'organizzazione del partito socialista,
svolgendo corsi di formazione politica per
giovani socialisti e partecipando ad azioni partigiane ed alla creazione
della prima brigata Matteotti.
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